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Visita Otorinolaringoiatrica Roma

Visita Orl che cos’è?

La visita Orl è un esame medico che si occupa della diagnosi e del trattamento di disturbi e delle malattie che interessano le vie respiratorie superiori, orecchie, naso e gola. Durante la visita, l’otorinolaringoiatra esamina i sintomi del paziente, come mal di gola, difficoltà uditive, congestione nasale o ronzii nelle orecchie. Il medico otorinolaringoiatra inizia con un colloquio, raccogliendo le informazioni sullo stato di salute generale e sui sintomi riferiti dal paziente.

Successivamente passa all’esame fisico, che comprende l’uso di strumenti specifici come l’otoscopio per osservare l’orecchio da vicino, lo speculum nasale per esaminare il naso e una spatola per ispezionare la gola. Se necessario, il medico otorinolaringoiatra può utilizzare un fibroscopio per visualizzare in dettaglio le vie aeree superiori, comprese le corde vocali.

La visita otorinolaringoiatrica consente di diagnosticare patologie come infezioni respiratorie, laringiti, sinusiti, otiti, e disturbi dell’udito. Se necessario, il medico otorino può richiedere esami aggiuntivi come l’esame audiometrico o radiografie.


Visita Otorinolaringoiatrica in cosa consiste

Quanto costa una Visita dall’Otorino?

Servizio


Visita Otorinolaringoiatrica 

Prezzo di listino € 170

Prezzo scontato € 150


Visita Otorinolaringoiatrica + esame 

Prezzo di listino € 170

Prezzo scontato € 180   

                                                       


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Visita Otorino Roma quanto dura presso Fisionet 

Il tempo per eseguire una Visita Otorinolaringoiatrica presso Fisionet è di circa 45 minuti.

I tempi sono indicativi lo specialista valuta in sede di visita per ogni singolo paziente.

Cosa portare alla visita otorinolaringoiatrica?

Quando bisogna effettuare una prima visita otorinolaringoiatrica è consigliato portare con se alcuni documenti e informazioni utili per facilitare la diagnosi del medico. Fra questi è utile portare:

Referti medici precedenti: Portare eventuali esami effettuati in precedenza, test audiometrici, o radiografie precedenti relativi a disturbi dell’udito, naso o gola.

Cartella clinica: Se già effettuato visite o trattamenti in passato, portare la cartella clinica, per permettere al medico di conoscere la storia medica.

Elenco dei farmaci: l’elenco dei farmaci che si stanno assumendo, inclusi antibiotici, antinfiammatori o farmaci per problemi o malattie croniche, per evitare interazioni o controindicazioni con altre terapie.

Sintomi specifici: Annota eventuali sintomi specifici che si sono manifestati, come mal di gola persistente, difficoltà uditive, o problemi respiratori, per facilitarne la valutazione.

Quali esami fa l’otorino?

Durante la visita otorinolaringoiatrica il medico otorinolaringoiatra può prescrivere diversi esami per diagnosticare e trattare disturbi a carico di orecchie, naso, gola e strutture correlate. I principali esami che può richiedere includono:

Otoscopia: un esame dell’orecchio esterno e del timpano tramite uno strumento chiamato otoscopio. Questo esame serve a identificare infezioni o altre anomalie dell’orecchio.

Audiometria: un test che serve per valutare la capacità uditiva del paziente, rilevando eventuali perdite uditive.

Endoscopia nasale o fibroscopia: un esame che permette di esplorare in dettaglio le vie respiratorie superiori, il naso e la gola, per identificare patologie come sinusiti o la presenza di polipi nasali.

Rinoscopia: un esame del naso che si esegue con l’ausilio di uno speculum nasale per osservare le cavità nasali.

Laringoscopia: un esame della laringe e delle corde vocali, molto utile per identificare infiammazioni o la presenza di noduli.

Esami radiologici: il medico otorino può richiedere esami come ecografie o radiografie, per indagare su patologie più complesse come sinusiti croniche o tumori.

Ogni esame comunque dipende dai sintomi riferiti e dalle singole necessità del paziente.

Visita otorinolaringoiatrica: come si fa un esame audiometrico?

L’esame audiometrico è un esame che si effettua in sede di visita otorinolaringoiatrica, che misura la capacità uditiva di una persona, valutando la sensibilità dell’udito a diverse frequenze sonore. l’esame audiometrico si esegue solitamente in un ambiente silenzioso, attraverso l’uso di cuffie o auricolari, con l’assistenza di un audiometrista o medico specializzato.

Durante l’esame audiometrico, il paziente indossa le cuffie e ascolta una serie di suoni a frequenze e intensità variabili, che vengono emessi da un apparecchio denominato audiometro. L’obiettivo dell’esame audiometrico è quello di determinare la soglia uditiva, cioè il livello minimo di suono che la persona può percepire a diverse frequenze (basse, medie e alte). L’esame audiometrico può essere eseguito separatamente per ogni orecchio.

Durante l’esame audiometrico il paziente deve rispondere ogni volta che sente il suono, premendo un pulsante o alzando la mano. I risultati vengono registrati su un grafico chiamato audiogramma, che mostra la capacità uditiva in decibel (dB) per ogni frequenza testata.

Esistono diverse varianti dell’esame audiometrico, come l’audiometria tonale (per rilevare la soglia uditiva) e l’audiometria vocale (per valutare la comprensione del linguaggio). L’esame audiometrico è indolore e non invasivo, ed è utile per diagnosticare condizioni come la perdita uditiva o l’acufene.

Visita otorinolaringoiatrica ed esame audiometrico tonale cos’è?

Durante la visita otorinolaringoiatrica il medico può eseguire l’esame audiometrico tonale. Questo esame nello specifico misura la capacità uditiva di una persona, valutando la soglia di percezione del suono alle diverse frequenze. Durante l’esame audiometrico tonale, il paziente indossa delle cuffie attraverso le quali vengono emessi toni puri a frequenze e intensità variabili. Lo scopo dell’esame audiometrico tonale è quello di determinare il minimo livello di suono che una persona riesce a percepire (detto soglia uditiva) in ciascun orecchio separatamente.

Il paziente deve segnalare all’otorino quando avverte il suono, premendo un pulsante o alzando la mano per indicarlo. L’esame audiometrico valuta la sensibilità uditiva in diverse frequenze (generalmente basse, medie e alte), e i risultati vengono registrati in un grafico chiamato audiogramma.

l’esame audiometrico è fondamentale per diagnosticare perdite uditive, come quelle neurologiche (a carico del nervo) o trasmissive (relative a danni alle strutture dell’orecchio esterno o medio). l’esame audiometrico è un test semplice, non invasivo e indolore, che consente di identificare eventuali problemi uditivi e pianificare trattamenti o interventi.

Visita otorinolaringoiatrica: l’esame vestibolare cos’è?

Durante la visita otorinolaringoiatrica il medico può eseguire un esame vestibolare. Questo tipo di esame è un insieme di test, che vengono utilizzati per valutare il sistema vestibolare del paziente, che è responsabile del controllo dell’equilibrio. l’esame vestibolare è indicato nei pazienti che presentano vertigini, capogiri, difficoltà di equilibrio o altri sintomi legati al sistema dell’equilibrio. Nello specifico il sistema vestibolare si trova nell’orecchio interno e lavora in collaborazione con gli occhi e i recettori sensoriali del corpo per mantenere l’equilibrio della persona.

L’esame vestibolare può includere diverse prove, tra queste:

Test Calorico: stimola l’orecchio con acqua calda o fredda per osservare la risposta del sistema vestibolare.

Test del nistagmo: si osservano i movimenti oculari per rilevare disfunzioni nel sistema dell’equilibrio.

Posturografia: si valuta la postura e l’equilibrio del paziente in diverse condizioni.

Test rotatorio: esamina come il sistema vestibolare risponde ai movimenti rotatori.

Questi test aiutano l’otorino a diagnosticare condizioni come la labirintite, la malattia di Menière o altre disfunzioni vestibolari, permettendo al medico di attuare il trattamento più adeguato alla risoluzione della patologia.

Che esami si fanno per le vertigini?

Per diagnosticare le vertigini, vengono eseguiti vari esami vestibolari e neurologici che aiutano a identificare la causa del problema. I principali test che si effettuano includono:

Esame fisico e anamnesi: Il medico effettua una valutazione fisica per capire l’entità delle vertigini.

Test calorico: questo test viene utilizzato per stimolare il sistema vestibolare mediante l’introduzione di acqua calda o fredda nell’orecchio.

Esame del nistagmo: Si osservano i movimenti involontari degli occhi (nistagmo) che possono indicare un disturbo nel sistema vestibolare.

Posturografia: Si esegue questo esame per valutare la capacità di mantenere l’equilibrio in diverse condizioni e posizioni del corpo.

Risonanza magnetica (RMN) o tomografia computerizzata (TC): possono essere utili per escludere cause neurologiche, come tumori o malformazioni cerebrali.

Audiometria: Per verificare se le vertigini sono associate a problemi uditivi, come la malattia di Menière.

Questi test durante la visita otorinolaringiatrica aiutano a determinare se le vertigini sono causate da problemi nell’orecchio interno, nel sistema nervoso o in altre strutture.

Come si fa un lavaggio auricolare?

Il lavaggio auricolare è una procedura che viene eseguita dall’otorino per rimuovere il cerume in eccesso nell’orecchio, quando questo non viene eliminato naturalmente. 

Preparazione: Il medico otorino può utilizzare una soluzione salina o un prodotto specifico per ammorbidire il cerume. Il paziente potrebbe dover applicare alcune gocce di soluzione nell’orecchio per 1-2 giorni prima del lavaggio, per facilitare la rimozione del tappo di cerume.

Rimozione del cerume: Durante la visita otorinolaringoiatrica, il medico utilizza una siringa (senza ago) per inserire delicatamente acqua tiepida nel condotto uditivo del paziente, in modo da sciogliere il cerume presente e procedere con la rimozione.

Il lavaggio auricolare è un trattamento generalmente sicuro e indolore, ma deve essere eseguito con cautela e da un medico otorino per evitare danni al timpano o infezioni. Non è consigliato effettuare il trattamento in caso di orecchie infiammate o infezioni attive.

Cosa sono gli acufeni?

Gli acufeni sono la percezione di suoni o rumori nelle orecchie o nella testa, senza che ci sia una fonte esterna di suono. Questi suoni che sentiamo potrebbero essere descritti come fischi, ronzii, sibili, fruscii o pulsazioni, e possono variare in intensità e durata. Gli acufeni possono essere temporanei o cronici, e colpire una o entrambe le orecchie.

Se si soffre di acufeni è importante comunque consultare un medico Otorino per identificarne la causa e trovare un trattamento adatto. In alcuni casi non esiste una cura definitiva, ma ci sono terapie che possono aiutare a gestire i sintomi.

Quali sono le cause degli acufeni?
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Le cause degli acufeni possono essere molteplici, tra cui:

Alterazioni nell’udito dovute all’età (presbiacusia)

Esposizione a rumori forti (ad esempio, concerti, rumore sul posto di lavoro)

Infezioni o malattie dell’orecchio

Problemi circolatori o fluttuazioni della pressione sanguigna

Problemi alla mandibola (come il disallineamento temporomandibolare)

Stress o ansia

Acufeni cervicali: acufeni e cervicale può esserci un legame?
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Gli acufeni e i problemi cervicali (come il mal di collo o le tensioni alla zona cervicale) possono essere in alcuno casi correlati. In particolare alcuni disturbi cervicali possono influire sulla percezione dei suoni e contribuire alla comparsa o al peggioramento degli acufeni.

La relazione tra acufeni e cervicale si basa su diversi fattori tra cui:

Tensioni muscolari e nervose: La tensione nei muscoli del collo e delle spalle può comprimere o irritare i nervi che sono coinvolti nel sistema uditivo. Questo potrebbe causare o amplificare la percezione di suoni nelle orecchie.

Problemi alle articolazioni cervicali: In alcuni casi disfunzioni nelle articolazioni della colonna cervicale, come l’artrosi o il disallineamento vertebrale, possono influire sulla funzione del sistema nervoso e interferire con il normale funzionamento del sistema uditivo.

Cervicale e circolazione sanguigna: Problemi alla cervicale possono alterare la circolazione sanguigna verso le strutture che regolano l’udito, portando alla comparsa di acufeni.

Se ci troviamo in un momento in cui sono presenti sia acufeni che problemi cervicali, è sempre consigliato consultare un medico che potrebbe suggerire trattamenti come fisioterapia o esercizi specifici per migliorare la postura e ridurre la tensione cervicale.

Otite cos’è?

L’otite è un’infiammazione (o infezione dell’orecchio) e può colpire diverse sue parti. Esistono principalmente tre tipi di otite, a seconda della zona interessata dell’orecchio.

Otite esterna

Colpisce: il condotto uditivo esterno (cioè la parte tra l’orecchio esterno e il timpano).

Conosciuta anche come: “orecchio del nuotatore”.

Cause comuni: umidità, batteri, funghi, graffi nel condotto uditivo (ad es. da cotton fioc).

Sintomi:

  • Dolore all’orecchio (soprattutto toccandolo)
  • Prurito
  • Secrezioni
  • Diminuzione dell’udito

Otite media

Colpisce: l’orecchio medio (la cavità dietro il timpano).

Molto comune nei bambini.

Cause comuni: infezioni virali o batteriche, spesso dopo un raffreddore o un’influenza.

Sintomi:

  • Dolore forte
  • Febbre
  • Sensazione di orecchio tappato
  • Talvolta fuoriuscita di pus (se il timpano si perfora)

Otite interna (labirintite)

Colpisce: l’orecchio interno, in particolare il labirinto (coinvolto nell’equilibrio).

Più rara, ma può essere grave.

Sintomi:

  • Vertigini intense
  • Nausea e vomito
  • Perdita dell’equilibrio
  • A volte perdita dell’udito


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