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Febbre West Nile (o febbre del Nilo): cos’è, come si prende, sintomi e cura

Cos’è la febbre del Nilo o West Nile

La febbre West Nile o febbre del Nilo è una malattia infettiva trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzara, di solito del tipo Culex e non si propaga da persona a persona tramite contagio. La maggior parte delle persone infette non ha sintomi. 

L’infezione generalmente decorre spesso senza provocare alcun sintomo, ma in alcuni casi può dare origine a disturbi simil-influenzali che durano qualche giorno.

Raramente, soprattutto nelle persone debilitate o con altre patologie, la febbre del Nilo può complicarsi in forme gravi che possono lasciare esiti permanenti o possono determinare il decesso del paziente, come è capitato all’anziana di 82 anni residente a Nerola (Roma) e morta all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina)

Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America ed è presente stabilmente anche in Italia nella zona della Pianura Padana.

Incubazione e sintomi quali sono? 

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara all’uomo varia fra i 3 e i 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni in soggetti con deficit del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette dal virus non presenta sintomi. Fra i casi sintomatici circa il 25% presenta sintomi leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati o sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni o in rari casi qualche settimana. Nei bambini è frequente febbre leggera, mentre nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate la sintomatologia può essere più grave fino a portare al decesso.

I sintomi più gravi però si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (cioè 1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, senso di disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Inoltre alcuni effetti neurologici possono essere permanenti.

I sintomi neurologici più frequenti comprendono:

  • Febbre alta
  • Forti mal di testa
  • Rigidità nucale
  • Estrema debolezza muscolare
  • Disorientamento
  • Tremori
  • Disturbi alla vista
  • Convulsioni
  • Alterazione dello stato di coscienza (di entità variabile: stato confusionale o coma)

Nell’encefalite da West Nile, inoltre possono manifestarsi paralisi determinate da lesioni focali, tremori e difficoltà nel controllo dei movimenti.

La guarigione può avvenire dopo settimane o mesi, ma sono possibili esiti neurologici permanenti.

Il virus West Nile è trasmesso dalle zanzare e non si diffonde generalmente da persona a persona. Si raccomandano pertanto tutte le più comuni pratiche di prevenzione per ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

Dopo l’infezione, si sviluppa un’immunità che può durare anche per tutta la vita.

Quali sono gli esami da fare per la diagnosi della febbre West Nile

La diagnosi dell’infezione da virus West Nile viene effettuata attraverso test di laboratorio (ELISA o immunofluorescenza per il riscontro di anticorpi delle classi IgM o IgG). La comparsa nel siero di anticorpi di tipo IgM coincide con il termine della viremia. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia vera e propria. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

Come si cura la febbre del Nilo?

Ad oggi non esiste una terapia specifica per la cura della febbre del Nilo.

Nella maggior parte dei casi come in ogni influenza i sintomi scompaiono spontaneamente dopo pochi giorni o qualche settimana, mentre nei casi più gravi è necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti sintomatici comprendono la somministrazione di fluidi intravenosi e la respirazione assistita.

Attualmente non esiste un vaccino contro l’infezione da virus West Nile.

Come proteggersi e quali misure misure di prevenzione adottare contro il virus West Nile

La prevenzione dell’infezione da virus West Nile è basata essenzialmente su interventi per il controllo ambientale dei vettori con disinfestazioni e su misure di profilassi comportamentale.

Per proteggersi dalla febbre del Nilo il Ministero della Salute raccomanda di:

  • Utilizzare repellenti cutanei per uso topico registrati come presidi medico chirurgici
  • Indossare abiti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo
  • Evitare quando possibile le attività all’aperto
  • Soggiornare in ambienti con aria condizionata o protetti da zanzariere applicate a porte e finestre
  • Utilizzare spray o altri insetticidi per uso domestico oppure utilizzare diffusori di insetticida elettrici

I donatori di sangue e alcuni donatori di organi sono sottoposti a screening per il virus West Nile mediante test basati sugli acidi nucleici. Gli operatori sanitari devono essere comunque vigili per la possibile trasmissione del virus West Nile attraverso trasfusioni di sangue o trapianti d’organo.

Perché si chiama febbre West Nile?

Il virus West Nile è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome. La febbre del Nilo è chiamata, talvolta, anche: febbre West Nile (o febbre di West Nile), West Nile disease o malattia del Nilo Occidentale.

Febbre West Nile (o febbre del Nilo): cos'è, come si prende, sintomi e cura

West Nile, i casi nel Lazio, Piemonte, Emilia e Veneto: “Il virus circola FONTE RAINEWS.IT : https://www.rainews.it/articoli/2025/07/west-nile-i-casi-nel-lazio-ma-anche-anche-piemonte-emilia-e-veneto-iss-il-virus-circola-d80f9721-8b38-4b94-bae2-2452c22566b0.html