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Giornata Mondiale dell’Endometriosi 28 Marzo: accendiamo i riflettori su questa patologia per il bene delle donne
Una patologia sottovalutata e invalidante per molte donne
Il 28 marzo è la Giornata Mondiale della Endometriosi, una giornata dedicata alla sensibilizzazione e alla lotta contro l’endometriosi, una malattia cronica che colpisce molte donne in età fertile. L’endometriosi è una condizione in cui il tessuto simile a quello che riveste l’interno dell’utero cresce al di fuori di esso, causando dolore, cicli mestruali irregolari e in alcuni casi infertilità.
L’endometriosi causa infertilità?
L’endometriosi viene considerata spesso fra le possibili cause di infertilità per la donna. L’endometriosi può avere una localizzazione tale da incidere con il naturale processo di concepimento, o in alcuni casi può alterare la qualità degli ovociti, ostacolando così l’impianto dell’embrione nell’utero.
L’infertilità nelle donne con endometriosi può derivare da diversi fattori:
Ostruzione delle tube di Falloppio: L’endometriosi può causare cicatrici o aderenze che bloccano o danneggiano le tube, impedendo così la fecondazione dell’ovulo.
Alterazione dell’ovulazione: La malattia può interferire con la funzione ovarica, riducendo la qualità e la quantità degli ovuli disponibili.
Infiammazione e ambiente sfavorevole al concepimento: L’infiammazione causata dall’endometriosi può alterare l’ambiente pelvico, creando condizioni che riducono la possibilità che l’ovulo fecondato attecchisca nell’utero.
Tuttavia non tutte le donne con endometriosi affrontano problemi di fertilità. Alcune riescono ad avere gravidanze senza incontrare problemi. La gravità dell’infertilità dipende dal grado dell’endometriosi, dal luogo in cui il tessuto endometriale cresce, e da altri fattori individuali della paziente.
Secondo le stime circa il 30-40% delle donne con endometriosi può affrontare difficoltà a concepire. La fertilizzazione in vitro (IVF) è una delle opzioni per le donne che non riescono a concepire naturalmente ma purtroppo non tutte hanno accesso immediato a questi trattamenti, soprattutto a causa dei costi abbastanza elevati. Anche se l’IVF è spesso coperta dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in alcuni casi l’accesso può essere limitato dalle lunghe liste d’attesa o da criteri di ammissibilità.
Ricerche e iniziative in Italia per l’Endometriosi
Anche se la ricerca sull’endometriosi è andata avanti in questi anni, resta comunque una patologia ancora troppo sottovalutata e c’è ancora molta strada da fare. La comunità scientifica italiana sta cercando di migliorare le tecniche di diagnosi precoce che risulta fondamentale per l’efficacia dei trattamenti e per la gestione della fertilità nelle donne con endometriosi.
Negli ultimi anni alcune università italiane e centri di ricerca stanno conducendo studi per cercare di capire meglio le cause della malattia e per sviluppare terapie più efficaci. Sono sempre più numerosi i progetti di sensibilizzazione in collaborazione con le istituzioni sanitarie, finalizzati a ridurre i tempi di diagnosi e ad aumentare l’accesso a cure di qualità per tutte le donne che soffrono di questa patologia.
La diagnosi dell’endometriosi non è semplice
La diagnosi dell’endometriosi è complessa e purtroppo spesso viene ritardata. Questo avviene per molte ragioni alcune delle quali sono legate alla natura della malattia e altre alle difficoltà nel riconoscere i sintomi della malattia, troppo spesso confusi.
Perché la diagnosi dell’endometriosi è difficile?
Sintomi comuni e confusi: I sintomi dell’endometriosi possono sembrare simili a quelli di altre patologie ginecologiche o addirittura generiche
Assenza di un test diagnostico chiaro e semplice: A differenza di molte altre malattie infatti l’endometriosi non può essere diagnosticata tramite un semplice esame del sangue o ecografia
La progressione silente della malattia
Mancanza di consapevolezza: In molte culture e sistemi sanitari l’endometriosi è stata storicamente poco conosciuta e sottovalutata per lungo tempo, è stata vista come una “malattia invisibile” o addirittura un “tabù” da affrontare.
Come può essere diagnosticata l’endometriosi?
Consulto ginecologico immediato Quando una donna manifesta sintomi sospetti, la prima cosa che può fare è rivolgersi a uno specialista ginecologo, che cercherà di escludere altre possibili cause del dolore o dei disturbi mestruali. Un’accurata anamnesi della paziente e un esame pelvico sono fondamentali.
Imaging ed esami non invasivi: Tecniche come l’ecografia transvaginale o l’ecografia pelvica possono essere utili per esaminare la presenza di cisti endometriosiche (ad esempio sulle ovaie), ma non sempre riescono a rilevare l’endometriosi in tutti i suoi stadi. Un’altra opzione è l’risonanza magnetica (RMN), che può aiutare a identificare masse o lesioni presenti.
Laparoscopia diagnostica: Come ultima fase quando gli altri esami non sono stati sufficienti per confermare la presenza dell’endometriosi, il ginecologo può suggerire una laparoscopia. Questo è l’unico metodo che consente di visualizzare direttamente il tessuto endometriale fuori posto e dare una diagnosi definitiva. Durante questo intervento è anche possibile rimuovere eventuali lesioni endometriosiche.
La Giornata Mondiale dell’Endometriosi deve servire a sensibilizzare il pubblico, promuovere la ricerca e supportare le donne che vivono con questa condizione. Anche se la diagnosi può essere difficile e spesso ritardata, la Giornata Mondiale dell’Endometriosi aiuta a fare luce su queste difficoltà e a incoraggiare una maggiore consapevolezza e comprensione della malattia.
Ci sono molte iniziative organizzate in tutto il mondo per informare e sensibilizzare su questo tema, come eventi, campagne sui social media e conferenze. È importante che si continui a diffondere la conoscenza per ridurre lo stigma e promuovere un adeguato supporto alle donne che ne sono affette.
